martedì 15 marzo 2011

Le Piante del Benessere

Le piante elementi decorativi della casa, dei davanzali delle finestre sono soprattutto amiche del benessere, infatti la depurano dagli agenti inquinanti e dalle radiazioni elettromagnetiche.
Anche se tute le piante esplicano azioni benefiche ce ne sono alcune che funzionano come dei veri e propri filtri depurativi.
Piante antiradiazioni elettromagnetiche
Il Cactus e la Tillandsia (Tillanza) sono chiamate piante mangia-radiazioni perchè capaci di neutralizzare le radiazioni elettromagnetiche che vengono emesse dalle prese di corrente, dai televisori e da tutti gli elettrodomestici grandi e piccoli che siano: frullatore frigorifero, lavatrice, stereo, Hifi, PC e persino i cellulari.

Piante che depurano l’aria
Il “tronchetto della felicità“, presente in quasi tutte le case per il suo riconosciuto significato di portafortuna e felicità ci protegge con le sue belle foglie lunghe e coriacee dalle esalazioni di monossido di carbonio che si diffondono negli ambienti domestici, in particolare in cucina, in seguito alla combustione del gas domestico, dall’accensione del caminetto delle stufe, ecc.L’Anthurium e i tulipani, con i loro bellissimi fiori colorati e resistenti depurano l’aria che respiramio assorbendo tutte le sostanze tossiche rilasciate dai detersivi.
Uso
Mettere le piante indicate e soprattutto la Tillanza vicino a computer e televisori.

La primula

La primula non ha grosse esigenze per quanto riguarda la luce, riesce a crescere bene sia che tu ponga il vaso all'ombra sia che tu lo posizioni al sole. Naturalmente a patto che i raggi del sole non arrivino diretti su di essa.
Come non teme il caldo non teme neanche il freddo. Guarda la mia piantina, mancano 15 gg. a Natale e sta per fiorire.
Non lasciarti ingannare se durante l'inverno perde tutte le foglie o/e sembra secca, non gettarla via perché in primavera come per miracolo vedrai le tenere foglioline far capolino dal terreno e naturalmente saranno i primi a fiorire, d'altronde è proprio a questo che deve il suo nome! Durante il periodo invernale la pianta riposa quindi dovrai innaffiarla raramente ma appena l'inverno finisce ti consiglio di iniziare ad innaffiarla con regolarità.
Fai attenzione perché troppa acqua potrebbe favorire la produzione di muffa grigia.
Il substrato in cui coltivarla non ha grosse esigenze basta che il terreno sia fertile e naturalmente ben drenato, quindi aggiungi un po' di sabbia al terreno.Se vuoi moltiplicare le piantine di Primula polyanta ti basterà separare i cespi in autunno, oppure puoi seminare i semi in un semenzaio, sempre in autunno, in un substrato formato da sabbia e torba.Coltivazione
La primula preferisce i luoghi semi-ombreggiati.
Terreno: acido ben drenato, soffice e torboso.
Annaffiature: regolari e per mantenere il terriccio costantemente umido, evitando però il ristagno idrico.
Concimazioni
Per favorire la fioritura primaverile concimare a fine inverno con concime azotato e poi con concime per piante da fiore, ogni 10-15 giorni.
Rinvaso
Le primule allevate in vaso vanno rinvasate ogni 2 anni, in contenitori più grandi, fino ad un amssimo e definitivo diametro di 15 cm.

martedì 27 aprile 2010

Bouvardia

La bouvardia è un piccolo arbusto sempreverde, con dei fiori molto vistosi che comunemente viene coltivata come pianta d'appartamento. E' una pianta originaria del Messico, con fusti legnosi, i fiori sono profumati, le foglie lisce di colore verde brillante.Esposizione: in primavera deve essere tenuta in luogo ben illuminato ma senza insolazione diretta, d'estate deve essere esposta all'aria, anche all'aperto evitando l'esposizione diretta ai raggi del sole.
Temperatura: quindici - ventiquattro gradi da febbraio a settembre, nei rimanenti mesi la temperatura va tenuta tra i tredici e quindici gradi.
Annaffiature: in estate le annaffiature devono essere regolari o abbondanti se fa caldo. D'inverno bisogna tenere solo il terriccio umido. Dopo la potatura le annaffiature devono essere più abbondanti.
Fertilizzazione: ogni due settimane da maggio a fine ottobre si deve diluire un fertilizzante liquido nell'acqua delle annaffiature.
Terreno: deve essere fertile e acido, costituito da terra d'erica e sabbia in parti uguali.
Potatura: dopo la fioritura per circa sei settimane i vasi vanno tenuti umidi; all'inizio di febbraio si tagliano i rami principali a due centimetri dalla base. Dopo la potatura, per stimolare i nuovi germogli, si deve dare alla pianta una maggiore quantità d'acqua. Le piante in vaso, dopo due o tre anni, vanno sostituite con piante nuove ottenute per talea.

Il caprifoglio

Il caprifoglio dai fiori bellissimi e dal profumo delicato, è una pianta spontanea molto interessante per le proprietà medicinali. Dal latino 'caprifolium' (che significa 'foglia di capra', ma è chiamato comunemente madreselva e manine), ha un fusto legnoso e rami che si arrampicano sulle altre piante. Molto fitti, i rami ricordano le liane, col loro portamento imprevedibile e bizzarro.
Cresce spontaneo in tutta Italia, nei boschi e lungo le siepi, dal mare fino alla regione submontana, ma è anche coltivato come pianta ornamentale. Le foglie, caduche, sono ovali, opposte, di un colore verde brillante nella parte superiore e glauche in quella inferiore. I fiori, molto profumati, riuniti in fascetti, hanno la corolla tubolosa di un colore che varia dal bianco giallastro al rosa porporino. Il frutto, una bacca carnosa rossa contenente alcuni semi, è tossico: attenzione quindi a non raccoglierne e soprattutto a riconoscerlo.
Esposizione: Il Caprifoglio è molto rustico e si adatta a tutte le esposizione, perfino all'ombra più fitta.Coltivazione: Sempre grazie alla sua notevole rusticità, il caprifoglio può sopportare anche diversi gradi sotto lo zero e le estate più torride
Acqua: Il caprifoglio si accontenta della pioggia. Per una fioritura prolungata nell'estate gradisce qualche irrigazione
Potatura: Considerando che il caprifoglio in primavera butta tanti germogli dalla radice ed altrettanti lungo tutti i rami, la potatura potrà essere fatta secondo le nostre esigenze durante l'inverno.
Terreno: Al Caprifoglio va bene anche il terreno calcareo purchè sia ricco di elementi organici

martedì 2 marzo 2010

La gazania

La Gazania (Gazania) è originaria dell'Africa del Sud, comprende circa 25 specie ed è un'erbacea perenne o annuale, a vegetazione cespugliosa e con steli spesso striscianti. Le foglie sono radicali, talvolta pelose sulla pagina inferiore, sottili e allungate, di color verde argenteo. I fiori a forma di capolino, con petali disposti a raggio e disco centrale circondato da una linea più scura che macchia la base dei petali; il colore varia dal bianco al giallo, all'arancio, allo scarlatto, al bronzo sino al bruno, spesso con le punte dei petali sfumate di porpora scuro, di azzurro o di blu.Si utilizza come bordura, nel bordo misto, per macchie sul prato, per la decorazione di roccaglie e muri gioriti ed è adatta anche alla coltivazione in vaso.
Si piantano verso la fine di aprile o maggio in terreno ricco di fosforo, ben concimato; è tollerato anche un terreno con un'alta percentuale di sabbia.Annaffiatura: Con l'arrivo dell'autunno queste piante tendono a deperire, possiamo diradare le annaffiature, o anche interromperle. Si consiglia di annaffiare queste piante solo quando il terreno è perfettamente asciutto con 2-3 bicchieri d'acqua , in genere si interviene circa ogni 1-2 settimane. Evitiamo gli eccessi.
Luce: Si consiglia di coltivare la Gazania uniflora in luogo riparato dal gelo; quando ogni rischio di gelata tardiva è ormai remoto possiamo posizionarle all'aperto. Le piante annuali durante il periodo freddo non vengono coltivate; con l'arrivo dell'autunno possiamo estirparle e conservarne la semente per l'anno successivo.Pianta che necessita di almeno alcune ore al giorno di irradiamento solare.
Malattie: Il clima primaverile, con un elevato sbalzo termico tra le ore diurne e quelle notturne, e piogge abbastanza frequenti, può favorire lo sviluppo di malattie fungine, che vanno trattate preventivamente con un fungicida sistemico, da utilizzare prima che le gemme ingrossino eccessivamente; a fine inverno si consiglia anche un trattamento insetticida ad ampio spettro, per prevenire l'attacco di afidi e cocciniglie. Ricordiamo sempre che i trattamenti vanno praticati quando nel giardino non sono presenti fioriture.
Terreno:porre a dimora le gazanie in terreno sabbioso, molto ben drenato, anche povero o con ciottoli, sono molto adatte ai giardini rocciosi; si sviluppano senza problemi in qualsiasi terreno, purché non sia eccessivamente pesante. Porre a dimora quando le temperature notturne sono superiori almeno ai 10°C.

lunedì 15 febbraio 2010

Il ficus

Esposizione: i ficus sono piante da appartamento, generalmente gli esemplari coltivati in vaso non sopportano temperature inferiori ai 10°C, preferendo minime invernali vicine ai 12-15°C. Durante i mesi estivi è possibile porre le piante all'aperto, in modo che godano del migliore ricambio d'aria. Amano posizioni molto luminose, ma lontane dai raggi diretti del sole, che possono provocare bruciature alle foglie. Temono anche gli sbalzi improvvisi di temperatura, che causano spesso la completa defogliazione della pianta, è bene quindi evitare spifferi o luoghi soggetti all'aria di porte e finestre; anche nel porre all'aperto le piante di ficus è bene fare attenzione, il periodo migliore è quello di maggio-giugno, quando il clima esterno è già molto mite
Nel periodo estivo si innaffia circa due volte alla settimana, mentre in quello autunno-invernale è sufficiente bagnare ogni 10-15 gg.Sono piante che temono il secco, per cui sarà opportuno nebulizzare le foglie ogni 20-25 gg circa con acqua leggermente tiepida. In ogni caso non usare mai acqua troppo fredda ed evitare che ristagni nel sottovaso per evitare la marcescenza delle radici.
Annaffiature: Nel periodo estivo si innaffia circa due volte alla settimana, mentre in quello autunno-invernale è sufficiente bagnare ogni 10-15 gg. Sono piante che temono il secco, per cui sarà opportuno nebulizzare le foglie ogni 20-25 gg circa con acqua leggermente tiepida. In ogni caso non usare mai acqua troppo fredda ed evitare che ristagni nel sottovaso per evitare la marcescenza delle radici.Per garantire una buona umidità si può sistemare il vaso su di un sottovaso dove avrete sistemato dell'argilla espansa dove sarà costantemente presente un filo d'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido al vostro Ficus.
Concimazione: Per il ficus si usa un concime liquido, opportunamente diluito nell' acqua d' irrigazione, ogni 15 gg in primavera- estate ed una volta ogni 2 mesi in autunno-inverno. Per tutte le piante verdi, vale a dire per quelle piante che sviluppano molte foglie, è preferibile usare concimi che abbiamo un titolo abbastanza elevato in Azoto (N) che favorisce appunto lo sviluppo delle parti verdi. Un consiglio: diminuite leggermente le dosi rispetto a quelle riportate nella confezione; se inserite un buon terriccio e rinvasate ogni 2 anni, darete alla vostra pianta una buona scorta di base di elementi nutritivi.
Potatura: Nel Ficus possiamo attuare sia la cimatura dei giovani germogli che permette di avere delle piante più fitte in quanto stimola lo sviluppo dei getti laterali e deve essere effettuata in primavera alla ripresa vegetativa della pianta. La potatura vera e propria, effettuate direttamente sui rami, è preferibile attuarla verso la fine dell'inverno, se si vuole ridurre le dimensioni di una pianta diventata troppo grande. E' preferibile farla in questo periodo in quanto si ha una minore fuoriuscita di latice. Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti e di tamponare subito le ferite con del carbone di modo da evitare la fuoriuscita del latice.

martedì 9 febbraio 2010

L' agave

L'agave è una pianta abbastanza conosciuta perché viene spesso coltivata nei giardini; il suo aspetto è caratterizzato dalla presenza di una rosetta basale di foglie di grosse dimensioni, che possono arrivare a misurare anche più di un metro. Le foglie sono crassulente per la presenza nel loro interno di tessuti acquiferi che garantiscono alla pianta una notevole riserva d'acqua nei periodi di maggiore siccità.
L'Agave non è una pianta originaria delle regioni mediterranee, ma dell'America Centrale, da dove venne importata nel XVI secolo; in un primo tempo essa si ritrovava esclusivamente nei giardini dove veniva coltivata, ma successivamente, grazie alla sua crassulenza che le permetteva di resistere bene all'aridità estiva, si è naturalizzata, riuscendo in pratica a colonizzare ed a conquistare, senza l'aiuto dell'uomo, il bacino del Mediterraneo. Ecco pertanto che questa pianta esotica ormai costituisce parte integrante del paesaggio naturale. Anche in Penisola la si può osservare spuntare dalle rocce in luoghi dall'aspetto aridissimo, formando a volte dei popolamenti piuttosto estesi, come quello che si trova nelle immediate vicinanze del faro di Punta della Campanella.

L'Agave è una pianta a portamento cespuglioso, che ha chioma globosa regolare. Raggiunge altezze variabili da 2-3 fino a 5-6 m. Il fusto si presenta breve e tozzo, lignificato, a corona. Le lunghe foglie carnose sono persistenti e succulenteDurata:18 anni all'incirca; dopo la fioritura la pianta muore
Periodo di fioritura: Tra la primavera e l'estate, nei mesi di Maggio e Giugno. Spesso, dopo la fioritura, accanto ai fiori spuntano dei "bulbilli" (piccole piantine già formate) che cadranno sul suolo e daranno vita a una nuova colonia di Agavi.
Esposizione: questa pianta è originaria delle zone desertiche dell'America, ma è assai presente anche sul territorio Italiano, nelle zone più temperate del meridione. Al nord queste piante devono essere riparate in serre o sotto verande, con temperature non inferiori ai cinque gradi . Oltre alle temperature basse la pianta soffre molto il ristagno idrico, mentre sopporta bene lunghi periodi di siccità.
Concimazione: Nel periodo vegetativo si può fornire del concime per piante succulente ogni 20-30 giorni
Potatura:E' necessario asportare l'infiorescenza secca
Annaffiature: queste piante si accontentano delle piogge, e sopportano senza problemi periodi anche lunghi di siccità. Se coltivate in vaso necessitano di annaffiature sporadiche da marzo a ottobre. Nel periodo vegetativo è possibile fornire del concime per piante succulente ogni 20-30 giorni.