martedì 31 marzo 2009

La calendula

Pianta annuale o biennale, appartenente alla famiglia delle Composite, deriva dall'antica Calendula arvensis L., presente allo stato spontaneo in tutta la zona del mediterraneo, da dove è stata esportata sia in Europa e in Asia, sia nelle Americhe. Il genere Calenduleae si dice composto da una quindicina di tipi, in realtà vanno interpretati come varietà dell'unica specie attualmente riconosciuta.
Esposizione: porre in pieno sole o all'ombra parziale; in genere queste piccole piante vengono poste a dimora in primavera inoltrata, in aprile, poichè temono il freddo e le gelate tardive.
Annaffiature: in genere le calendule si accontentano della pioggia, sopportando senza problemi brevi periodi di siccità; per una fioritura abbondanteè però bene annaffiare regolarmente la pianta, da aprile ad agosto, soprattutto se si verificano lunghi periodi senza precipitazioni. Ogni 10-15 giorni è bene fornire del concime per piante da fiore, mescolato all'acqua delle annaffiature.


Terreno: queste piante preferiscono terreni ricchi, sciolti e leggeri, molto ben drenati; anche se possono svilupparsi in qualsiasi tipo di terreno, anche sassoso. Le calendule si possono coltivare anche in contenitore, utilizzando ciotole abbastanza spaziose, per permettere alle piante di svilupparsi senza problemi.
Periodo: La calendula si semina in aprile-maggio nei climi più freddi, mentre in quelli più caldi si preferisce la semina autunnale che permette di ottenere capolini di dimensioni più grandi rispetto alla semina primaverile e pertanto rese più elevate.
Fioritura: La fioritura della pianta è scalare e di conseguenza la raccolta dei capolini si protrae per alcune settimane a partire da metà maggio per le colture seminate in autunno e da agosto per quelle impiantate in primavera.
Uso erboristico: il decotto di calendula aiuta a combattere gli stati influenzali, la tosse e il raffreddore. L’infuso è consigliato in caso di mestruazioni dolorose, febbre, ulcere e irritazioni cutanee. Il succo e i fiori della calendula possono essere applicati al naturale (o sottoforma di olio o pomata) per agevolare la cicatrizzazione di piaghe, di piccole ferite o del fuoco di Sant’Antonio.

lunedì 30 marzo 2009

La Primula

La Primula è un genere di piante della famiglia delle Primulaceae, originario delle zone temperate di Europa, Asia e America.
Il nome deriva dal latino primus per indicare la precocità di fioritura che avviene subito dopo la scomparsa della neve, quando nei prati comincia a comparire l'erba verde.
Durata: annuale o perenne secondo la coltivazione.
Periodo di fioritura:La Primula richiede un periodo vegetativo da 6 ad 8 mesi dalla semina alla fioritura

Esposizione: gradisce qualsiasi tipo di esposizione, sia al sole che all'ombra, prediligendo in ogni caso la mezz'ombra, lontano dai raggi diretti del sole. Non teme assolutamente il freddo, si consiglia anzi di interrarla in autunno per avere una stupenda fioritura all'inizio della primavera. Talvolta nei mesi caldi, o durante inverni molto rigidi, la parte aerea dissecca, ma la pianta ricomincia a svilupparsi in gennaio-febbraio, per produrre i primi fiori verso la fine dell'inverno.
Annaffiature: necessita di essere annaffiata regolarmente, soprattutto in primavera inoltrata. Generalmente in inverno e in primavera si accontenta delle piogge, ma è comunque opportuno controllare il terreno, a partire dall'inizio di febbraio, evitando che asciughi eccessivamente. Da marzo a ottobre fornire del concime per piante da fiore ogni 10-15 giorni.
Terreno: non ha particolari esigenze di terreno, una composta da giardino va benissimo, sempre che sia fertile e ben drenata.
Irrigazione: Richiede molta acqua, soprattutto a causa del substrato molto leggero e permeabile che trattiene poca acqua. In appartamento si consiglia di innaffiare ogni 2-3 giorni a seconda dell’umidità del vaso che deve essere mantenuta costante
Moltiplicazione: può avvenire da seme, in primavera, utilizzando i semi freschi, che vanno seminati in un composto di sabbia e torba in parti uguali, le piantine si pongono a dimora in autunno e fioriranno l'anno successivo. Volendo in autunno si possono anche dividere i cespi, producendo così nuove piantine da porre subito a dimora. Le primule si ibridano con facilità tra loro, quindi i semi in genere non producono esemplari identici alla pianta madre.
Parassiti e malattie: fare attenzione all'eventuale attacco di afidi verdi e neri. Forti piogge primaverili o annaffiature eccessive possono favorire l'insorgenza di muffa grigia, che rovina fiori e foglie.
Potatura: Rimuovere gli scapi fiorali appassiti per stimolare nuove fioriture ed allungare il periodo stesso di fioritura

martedì 24 marzo 2009

La calla

La Calla è una pianta bulbosa perenne con fioritura da aprile ad ottobre, si presenta con fusti eretti e alti che sostengono spadici gialli e foglie lisce. Ogni spadice è fasciato da una spata, una foglia che avvolta a forma di imbuto, di color bianco.
Cure e manutenzione: La calla va sistemata in un ambiente fresco durante il periodo i fioritura. Fiorisce dall’inizio della primavera, successivamente va in riposo e tutte le foglie muoiono. Nei mesi estivi collocarla in un posto asciutto e al sole.
Innaffiare e concimare ogni settimana, la moltiplicazione dalle calla avviene per divisione della pianta.
Luce: posizione luminosa, al riparo dai raggi diretti del sole.

Annaffiature e umidità ambientale: aumentare gradualmente le annaffiature dal momento della messa in vegetazione, avendo cura di mantenere il terreno sempre bagnato, fino ad arrivare ad annaffiare abbondantemente nel pieno del periodo vegetativo, utilizzando sottovasi profondi che dovranno essere tenuti sempre pieni di acqua. Ridurre gradualmente le annaffiature quando i fiori e le foglie cominciano ad ingiallire e ad appassire , fino a sospenderle del tutto, in estate.
Substrato: un buon terriccio fertile a base di terra di foglie e torba, con aggiunta di sabbia.
Moltiplicazione : Si possono ottenere nuovi esemplari al momento del rinvaso per divisione dei rizomi (facendo attenzione che ogni porzione presenti una o due gemme) o per separazione dei germogli che dovranno essere ripiantati immediatamente in vasi riempiti della stessa composta usata per le piante adulte.

Piante per luoghi luminosi

Vicino alle finestre e nei luoghi più luminoso di casa è consigliabile porre le piante da appartamento che producono fiori, come anthurium, spatifillo, saintpaulia, orchidee, dipladenia; anche le bromeliacee preferiscono i luoghi luminosi, come ad esempio la guzmania.
Esistono anche molte piante verdi che preferiscono i luoghi luminosi, come ficus, chamaedorea, exacum. In ogni caso è bene evitare la luce diretta del sole, e preferire una luce indiretta, o filtrata dalle tende.
La gran parte delle cactacee invece necessita, anche in inverno, di essere posta in luogo molto luminoso, anche al sole diretto.
Esistono poi delle particolarità; ad esempio kalanchoe, stella di Natale e cactus di Natale fioriscono soltanto quando le giornate sono molto brevi, quindi per ottenere molti fiori è necessario tenerle al buio per circa 12 ore al giorno per alcune settimane.
Possiamo attendere che fioriscano in inverno, quando le giornate sono corte, oppure indurle a fiorire in qualsiasi altro periodo dell'anno, coprendole con un tessuto scuro dalle otto di sera alle otto del mattino.

lunedì 23 marzo 2009

La lavanda

La LAVANDA (Lavandula officinalis) , detta anche Lavanda vera è un arbusto suffrutice sempreverde piuttosto rustico, che può raggiungere anche 1metro di altezza. Appartiene alla famiglia delle Labiatae, piante aromatiche per eccellenza.
In aromaterapia la lavanda è praticamente una panacea, ma il suo maggiore utilizzo riguarda l'equilibrio e la serenità. Inoltre con il solo annusare si possono curare anche alcune malattie:

  • è un incredibile antisettico delle vie urogenitali e quindi è molto utile per combattere leucorree (perdite bianche), cistiti ed infiammazioni intestinali a carattere infettivo.
  • Ha un effetto rilassante e tonificante sull’organismo
  • Svolge un’attività rigenerante ed antisettica per l’organismo
  • È utile contro le affezioni dell’apparato respiratorio in quanto sviluppa un’azione espettorante e fluidificante. Ottimo quindi per tossi, bronchiti, laringiti ed asma.
Esposizione: è una pianta rustica, che resiste al caldo dell'estate più torrida e al freddo dell'inverno più rigido, anche se nei casi di gelate intense e persistenti è bene ripararla con del tessuto-non-tessuto. Gradisce particolarmente le posizioni soleggiate, e molto ben ventilate.
Lavandula stoechas
Annaffiature: la lavanda necessita di annaffiature non troppo abbondanti e non troppo frequenti, è meglio attendere che il terreno asciughi un po' prima di fornire altra acqua; solitamente preferisce rimanere qualche giorno all'asciutto piuttosto che avere un substrato inzuppato d'acqua. Non necessita di fertilizzanti, volendo si può fornire un po' di concime all'inizio della stagione vegetativa, in aprile.
Substrato: Deve essere fresco e leggero, evitare i luoghi con ristagni di acqua che possono creare marciumi radicali.
Irrigazione: Annaffiatura moderata, con frequenza nei periodi caldi e di siccità.
Concimazione: Concimare il substrato con fertilizzante per piante fiorite nelle dosi indicate sul prodotto, oppure, utilizzare dello stallatico maturo.
Potatura: Potare i rami sfioriti al fine di ottenere una nuova buona ramificazione,a fine inverno si consiglia di potare le siepi
Raccolta e conservazione: Tagliare i fiori in estate, appena si aprono, e utilizzarli freschi o essiccati. Per essiccarle, distribuire le spighe su un vassoio o preparare mazzetti da appendere.
Uso in cucina e proprietà terapeutiche: In cucina, usare i fiori e le foglie con moderazione. I fiori si possono utilizzare per profumare lo zucchero nella preparazione di dolci e biscotti. Le foglie si possono impiegare per profumare l’agnello arrosto.I fiori essiccati trasmettono un aroma persistente alla biancheria negli armadi.L’olio essenziale è un profumo molto apprezzato.La tisana a base di fiori di lavanda cura stati ansiosi, mal di testa, flatulenza, nausea, capogiri e alitosi.Proprietà terapeutiche: antisettiche, antispasmodiche, sedative, aromatiche, bechiche.

La camelia

La camelia proviene dalla Cina e dal Giappone, dove ne crescono moltissime varietà. In Europa le camelie furono importate da G. J. Camel a partiredalla seconda metà del 1700. Tuttavia, questa splendida pianta raggiunse grande popolarità soltanto un secolo dopo, in seguito al successo del romanzo di Dumas, "La signora delle camelie". Da allora, infatti, il fiore della camelia iniziò ad essere usato come ornamento di scollature ed orli degliabiti delle signore.
La Camelia appartiene con altre 80 specie alla famiglia delle Theacee ed è un arbusti sempreverde, rustico, originario dall'oriente.
Coltivata per i bei fiori grandi e profumati che si aprono durante i mesi freddi, la camelia ha belle foglie lucide, verde scuro.

Esposizione: le camelie non temono il freddo, e possono sopportare temperature anche molto rigide; necessitano di essere posizionate in luogo abbastanza luminoso ma semi ombreggiato, esposto direttamente ai raggi solari soltanto durante le ore più fresche dalla giornata.
Talvolta è comunque consigliabile ripararle dal vento, soprattutto nelle zone con inverni molto rigidi; nel caso in cui i mesi di gennaio e febbraio siano particolarmente freddi può essere conveniente coprire con agritessuto le piante con i boccioli già formati, per evitare che il gelo rovini i fiori.
Durata: perenne
Periodo di fioritura: La fioritura avviene dalla primavera all'autunno a seconda della specie.
Temperatura: E' molto resistente, la temperatura può variare dai 5 ai 25°C. , in generale preferiscono i climi temperati, infatti, i fiori possono essere danneggiati dal gelo. I vasi possono restare all'aperto da maggio ad ottobre. La parte più delicata è l'apparato radicale che andrebbe protetto con la pacciamatura ( con foglie, paglia, segatura) del terreno che circonda la pianta.
Irrigazione: L'annaffiatura è molto importante, e va effettuata in modo abbondante durante il periodo vegetativo e quello della fioritura. L'acqua utilizzata non deve essere calcarea. Nei mesi più caldi è buona norma nebulizzare dell'acqua sulle foglie, naturalmente bisogna compiere questa operazione durante le ore serali.
Rinvaso: E' opportuno ogni anno nei primi due o tre anni di vita, successivamente può essere effettuato ad anni alterni: il vaso precedente deve essere sostituito con uno di diametro maggiore del 10%.
Potatura: Tagliare i fiori dopo la fioritura senza lasciare frammenti, onde evitare malattie; se vi sono fiori che non si sono ancora schiusi si consiglia di eliminarli per migliorare la fioritura.

giovedì 19 marzo 2009

Gli agrumi

Tutte le piante di agrumi, veri simboli del paesaggio mediterraneo, hanno fiori e frutti profumatissimi.

Chi ha a disposizione solo un balcone, oltre al limone, può coltivare in vaso due specie di piccola taglia: il kumquat, dai piccoli frutti, ovali, commestibili anche nella buccia ed il clementino, derivato dall'incrocio tra mandarino ed arancio.
In giardino, invece, crescono bene le piante di arancio dolce, arancio amaro, mandarino e pompelmo.
Se coltivate in giardino le piante di limone possono raggiungere le dimensioni di un alberello. In vaso invece grazie al tipo di innesto, hanno l'aspetto di arbusti. La maggior parte dei limoni fiorisce più volte all'anno. Di conseguenza sui rami convivono assieme i bei frutti ovali ed i fiori. Che quando sono ancora chiusi, hanno una tonalità violacea, mentre aperti rivelano una corolla candida con cinque petali spessi ed un ciuffo di stami gialli al centro.



Esposizione
Al sud e lungo le coste, gli agrumi, vivono all'aperto tutto l'anno. Nelle zone collinari del Centro e nelle pianure del Nord, invece vanno coltivati in vaso e trasferiti in casa nei mesi freddi.
Quando li si riporta all'aperto, per godere del loro profumo, l'ideale è tenere i vasi accanto ad una portafinestra, lontano dal calorifero
Il terreno adatto
In giardino, la maggior parte degli agrumi ha bisogno di un suolo di medio impasto, formato da una miscela di torba, terra argillosa e pietra pomice. Per la coltivazione in vaso invece occorre del terriciio pronto all'uso per agrumi. Queste piante vanno concimate tre volte l'anno: ai primi d'aprile, all'inizio di luglio e a metà settembre, spargendo sul terriciio, distante dal tronco, qualceh cucchiaio di concime granulare, a rilascio graduale, specifico per limoni ed agrumi. A fine inverno, infine occorre ricoprire la terra con fertilizzante organico.
Di cosa hanno bisogno
In una zona ventosa, i limoni devono stare a ridosso di un muro che li protegga dall'aria gelida. E se i rami si flettono sotto il peso dei frutti, è necessario legarli a delle canne di bambù. Se l'acqua è troppo ricca di calcare, le foglie degli agrumi possono ingiallire. In questo caso, basta ricorrere ad un prodotto a base di ferro.
Le piante di limone hanno bisogno poi di una posizione calda ed assolata, lontano da alberi o pareti che facciano ombra. D'estate vanno annaffiati anche tutti i giorni, per evitare che le radici secchino.
In primavera ed in autunno, invece, una o due volte la settimana, mentre in inverno, basta un goccio d'acqua quando il terriciio asciuga.
Sul balcone, infine , per evitare ristagni, il vaso va sollevato dal pavimento con gli appositi piedini di terracotta