mercoledì 14 settembre 2011

Piante Velenose per i Gatti

Chiunque ha in casa un gatto, sa quanto al micio piace giocare con le foglie delle piante, o i loro fiori. Ma attenti! esistono numerose piante, arbusti, vegetali veramente velenosi o tossici. Fate molta attenzione perchè se non hanno un odore repellente, il gatto potrebbe mangiarne le foglie o leccarle con gravi conseguenze per la salute
I sintomi dell'intossicazione sono:


  • Perdita di saliva
  • Starnuti ripetuti
  • Tosse continua
  • Sintomi di soffocamento
  • Ulcere diffuse su lingua, bocca, narici.

Nel giro di qualche ora, quando la sostanza tossica è assorbita dall'organismo, possono comparire:

  • Conati di vomito
  • Collasso
  • Convulsioni, tremore, spasmi
  • Irrigidimento
  • Emorragie

Piante tossiche comuni per i nostri amici a quattro zampe:

  • La stella di natale(Irritante per le mucose e su tutto l'apparato digerente: causa lesione agli occhi, alle mucose della bocca allo stomaco e all'intestino. I sintomi sono: vomito, diarrea, infiammazioni della bocca e devono essere curati tempestivamente.)
  • Ortensia
  • Edera
  • Rododendro
  • Digitale
  • Oleandri e Mughetti (Cardiotossici)
  • Crocus
  • Ficus (Allergie)
  • Glicine (Problemi gastroenterici, a dosi elevate, provoca depressione nervosa e cardiaca)
  • Iris (problemi gastrointestinali)
  • Papavero (infiammazione della bocca)

Piante Invernali: La Bergenia

La Bergenia è piccola pianta tappezzante sempreverde originaria dell'Asia centrale e meridionale.E' una pianta molto diffusa nelle nostre zone ed è caratterizzata da dei fiorellini rosa che nascono verso la fine dell'inverno.
Le bergenie crescono bene in qualsiasi posizione dal pieno sole all'ombra completa; la maggior parte delle specie di bergenia non teme il freddo.
Annaffiature: settimanali da marzo a ottobre; scarse o nulle in inverno. Bagnala quindi quando il terreno è ben asciutto in estate, mentre in inverno puoi lasciarla a se stessa; in primavera puoi anche dividerla in cespi.
Se decidete di collocare le vostre bergenie in pieno sole si consiglia di ombreggiarle nei periodi più caldi dell'anno, per evitare che le foglie vengano bruciate dal calore intenso.

martedì 15 marzo 2011

Le Piante del Benessere

Le piante elementi decorativi della casa, dei davanzali delle finestre sono soprattutto amiche del benessere, infatti la depurano dagli agenti inquinanti e dalle radiazioni elettromagnetiche.
Anche se tute le piante esplicano azioni benefiche ce ne sono alcune che funzionano come dei veri e propri filtri depurativi.
Piante antiradiazioni elettromagnetiche
Il Cactus e la Tillandsia (Tillanza) sono chiamate piante mangia-radiazioni perchè capaci di neutralizzare le radiazioni elettromagnetiche che vengono emesse dalle prese di corrente, dai televisori e da tutti gli elettrodomestici grandi e piccoli che siano: frullatore frigorifero, lavatrice, stereo, Hifi, PC e persino i cellulari.

Piante che depurano l’aria
Il “tronchetto della felicità“, presente in quasi tutte le case per il suo riconosciuto significato di portafortuna e felicità ci protegge con le sue belle foglie lunghe e coriacee dalle esalazioni di monossido di carbonio che si diffondono negli ambienti domestici, in particolare in cucina, in seguito alla combustione del gas domestico, dall’accensione del caminetto delle stufe, ecc.L’Anthurium e i tulipani, con i loro bellissimi fiori colorati e resistenti depurano l’aria che respiramio assorbendo tutte le sostanze tossiche rilasciate dai detersivi.
Uso
Mettere le piante indicate e soprattutto la Tillanza vicino a computer e televisori.

La primula

La primula non ha grosse esigenze per quanto riguarda la luce, riesce a crescere bene sia che tu ponga il vaso all'ombra sia che tu lo posizioni al sole. Naturalmente a patto che i raggi del sole non arrivino diretti su di essa.
Come non teme il caldo non teme neanche il freddo. Guarda la mia piantina, mancano 15 gg. a Natale e sta per fiorire.
Non lasciarti ingannare se durante l'inverno perde tutte le foglie o/e sembra secca, non gettarla via perché in primavera come per miracolo vedrai le tenere foglioline far capolino dal terreno e naturalmente saranno i primi a fiorire, d'altronde è proprio a questo che deve il suo nome! Durante il periodo invernale la pianta riposa quindi dovrai innaffiarla raramente ma appena l'inverno finisce ti consiglio di iniziare ad innaffiarla con regolarità.
Fai attenzione perché troppa acqua potrebbe favorire la produzione di muffa grigia.
Il substrato in cui coltivarla non ha grosse esigenze basta che il terreno sia fertile e naturalmente ben drenato, quindi aggiungi un po' di sabbia al terreno.Se vuoi moltiplicare le piantine di Primula polyanta ti basterà separare i cespi in autunno, oppure puoi seminare i semi in un semenzaio, sempre in autunno, in un substrato formato da sabbia e torba.Coltivazione
La primula preferisce i luoghi semi-ombreggiati.
Terreno: acido ben drenato, soffice e torboso.
Annaffiature: regolari e per mantenere il terriccio costantemente umido, evitando però il ristagno idrico.
Concimazioni
Per favorire la fioritura primaverile concimare a fine inverno con concime azotato e poi con concime per piante da fiore, ogni 10-15 giorni.
Rinvaso
Le primule allevate in vaso vanno rinvasate ogni 2 anni, in contenitori più grandi, fino ad un amssimo e definitivo diametro di 15 cm.

martedì 27 aprile 2010

Bouvardia

La bouvardia è un piccolo arbusto sempreverde, con dei fiori molto vistosi che comunemente viene coltivata come pianta d'appartamento. E' una pianta originaria del Messico, con fusti legnosi, i fiori sono profumati, le foglie lisce di colore verde brillante.Esposizione: in primavera deve essere tenuta in luogo ben illuminato ma senza insolazione diretta, d'estate deve essere esposta all'aria, anche all'aperto evitando l'esposizione diretta ai raggi del sole.
Temperatura: quindici - ventiquattro gradi da febbraio a settembre, nei rimanenti mesi la temperatura va tenuta tra i tredici e quindici gradi.
Annaffiature: in estate le annaffiature devono essere regolari o abbondanti se fa caldo. D'inverno bisogna tenere solo il terriccio umido. Dopo la potatura le annaffiature devono essere più abbondanti.
Fertilizzazione: ogni due settimane da maggio a fine ottobre si deve diluire un fertilizzante liquido nell'acqua delle annaffiature.
Terreno: deve essere fertile e acido, costituito da terra d'erica e sabbia in parti uguali.
Potatura: dopo la fioritura per circa sei settimane i vasi vanno tenuti umidi; all'inizio di febbraio si tagliano i rami principali a due centimetri dalla base. Dopo la potatura, per stimolare i nuovi germogli, si deve dare alla pianta una maggiore quantità d'acqua. Le piante in vaso, dopo due o tre anni, vanno sostituite con piante nuove ottenute per talea.

Il caprifoglio

Il caprifoglio dai fiori bellissimi e dal profumo delicato, è una pianta spontanea molto interessante per le proprietà medicinali. Dal latino 'caprifolium' (che significa 'foglia di capra', ma è chiamato comunemente madreselva e manine), ha un fusto legnoso e rami che si arrampicano sulle altre piante. Molto fitti, i rami ricordano le liane, col loro portamento imprevedibile e bizzarro.
Cresce spontaneo in tutta Italia, nei boschi e lungo le siepi, dal mare fino alla regione submontana, ma è anche coltivato come pianta ornamentale. Le foglie, caduche, sono ovali, opposte, di un colore verde brillante nella parte superiore e glauche in quella inferiore. I fiori, molto profumati, riuniti in fascetti, hanno la corolla tubolosa di un colore che varia dal bianco giallastro al rosa porporino. Il frutto, una bacca carnosa rossa contenente alcuni semi, è tossico: attenzione quindi a non raccoglierne e soprattutto a riconoscerlo.
Esposizione: Il Caprifoglio è molto rustico e si adatta a tutte le esposizione, perfino all'ombra più fitta.Coltivazione: Sempre grazie alla sua notevole rusticità, il caprifoglio può sopportare anche diversi gradi sotto lo zero e le estate più torride
Acqua: Il caprifoglio si accontenta della pioggia. Per una fioritura prolungata nell'estate gradisce qualche irrigazione
Potatura: Considerando che il caprifoglio in primavera butta tanti germogli dalla radice ed altrettanti lungo tutti i rami, la potatura potrà essere fatta secondo le nostre esigenze durante l'inverno.
Terreno: Al Caprifoglio va bene anche il terreno calcareo purchè sia ricco di elementi organici

martedì 2 marzo 2010

La gazania

La Gazania (Gazania) è originaria dell'Africa del Sud, comprende circa 25 specie ed è un'erbacea perenne o annuale, a vegetazione cespugliosa e con steli spesso striscianti. Le foglie sono radicali, talvolta pelose sulla pagina inferiore, sottili e allungate, di color verde argenteo. I fiori a forma di capolino, con petali disposti a raggio e disco centrale circondato da una linea più scura che macchia la base dei petali; il colore varia dal bianco al giallo, all'arancio, allo scarlatto, al bronzo sino al bruno, spesso con le punte dei petali sfumate di porpora scuro, di azzurro o di blu.Si utilizza come bordura, nel bordo misto, per macchie sul prato, per la decorazione di roccaglie e muri gioriti ed è adatta anche alla coltivazione in vaso.
Si piantano verso la fine di aprile o maggio in terreno ricco di fosforo, ben concimato; è tollerato anche un terreno con un'alta percentuale di sabbia.Annaffiatura: Con l'arrivo dell'autunno queste piante tendono a deperire, possiamo diradare le annaffiature, o anche interromperle. Si consiglia di annaffiare queste piante solo quando il terreno è perfettamente asciutto con 2-3 bicchieri d'acqua , in genere si interviene circa ogni 1-2 settimane. Evitiamo gli eccessi.
Luce: Si consiglia di coltivare la Gazania uniflora in luogo riparato dal gelo; quando ogni rischio di gelata tardiva è ormai remoto possiamo posizionarle all'aperto. Le piante annuali durante il periodo freddo non vengono coltivate; con l'arrivo dell'autunno possiamo estirparle e conservarne la semente per l'anno successivo.Pianta che necessita di almeno alcune ore al giorno di irradiamento solare.
Malattie: Il clima primaverile, con un elevato sbalzo termico tra le ore diurne e quelle notturne, e piogge abbastanza frequenti, può favorire lo sviluppo di malattie fungine, che vanno trattate preventivamente con un fungicida sistemico, da utilizzare prima che le gemme ingrossino eccessivamente; a fine inverno si consiglia anche un trattamento insetticida ad ampio spettro, per prevenire l'attacco di afidi e cocciniglie. Ricordiamo sempre che i trattamenti vanno praticati quando nel giardino non sono presenti fioriture.
Terreno:porre a dimora le gazanie in terreno sabbioso, molto ben drenato, anche povero o con ciottoli, sono molto adatte ai giardini rocciosi; si sviluppano senza problemi in qualsiasi terreno, purché non sia eccessivamente pesante. Porre a dimora quando le temperature notturne sono superiori almeno ai 10°C.